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Vendere su Amazon non conviene, ma la Regione Sicilia ci casca in pieno

Appare quanto mai azzardato l’accordo con il colosso americano per avviare corsi formativi per le aziende, a favore delle vendite sul marketplace di Jeff Bezos

Dal 29 al 31 marzo 2022 si terrà a Palermo un corso per le PMI che vogliono vendere su Amazon. Il simposio è stato organizzato dal colosso americano in collaborazione con la Regione Sicilia.

Da tempo Amazon ha instaurato la politica dei corsi accelerati per attirare le imprese e convincerle a vendere sulla propria piattaforma.

Il fatto che possa aderire qualche imprenditore, inconsapevole di quanto sia realmente sconveniente per la sua azienda affidare ad Amazon le proprie vendite online, ci può anche stare.

Non ci sta che, in nome di un aiuto non meglio identificato per le attività della zona, sia proprio un ente istituzionale a spingere i propri cittadini verso una scelta così delicata e sconsigliabile.

Tuttavia, per essere ancora più concreti, ecco i “grandi guadagni” fin qui ottenuti dalle imprese siciliane.

Nel 2020 il loro fatturato complessivo su Amazon è stato di circa 20 milioni di euro, da spartire tra circa 1.200 aziende.

Poco più di 16.000 euro cadauna. Da cui dobbiamo togliere i costi di produzione e aziendali, quelli di spedizione, quelli richiesti per aderire ad Amazon, la sua alta provvigione e i costi per il marketing.

Ne vale davvero la pena? Ecco uno dei validi motivi per cui noi siamo contrari ad Amazon e consigliamo le imprese ad aprire un proprio e-commerce di proprietà.

Tante altre motivazioni le abbiamo già pubblicate nella sezione di questo Magazine, intitolata No Amazon.

Per ulteriori informazioni su quanto esposto o su altre problematiche relative agli e-commerce contatta la nostra redazione. Ti risponderemo nell'arco di poche ore.

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