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Uffici postali al collasso per i resi degli acquisti su Amazon

Aumenta vorticosamente il numero di utenti che, dopo avere comprato sul marketplace, si reca alle Poste per restituire al mittente quanto ricevuto e spesso già utilizzato

Se vi capita di mettere piede in un ufficio postale in questi giorni post natalizi, è molto facile che possiate incappare in lunghe code agli sportelli.

Al rientro dalle festività, difatti, sono molti gli utenti che si stanno sbarazzando di alcuni acquisti effettuati su Amazon, ricevuti regolarmente e poi respinti. A volte dopo averli anche utilizzati.

Le persone si presentano allo sportello con la loro confezione originale, poi gli impiegati devono fare il resto imbustandoli per rispedirli al mittente. Il tutto senza costi aggiuntivi.

Normalmente la politica di Amazon crea un flusso di resi pari al 20% degli acquisti effettuati, ma durante il periodo festivo di dicembre 2023 questa percentuale è salita vorticosamente. Secondo le prime stime, avrebbe superato il 28%.

Ricordiamo che i resi vanno a scapito dei venditori che si affidano ad Amazon per il commercio dei propri prodotti online. (Fonte evoluzionecommerce)


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2 risposte a “Uffici postali al collasso per i resi degli acquisti su Amazon”

  1. Alessio ha detto:

    Finchè permetteranno resi gratuiti la situazione andrà anche peggiorando, Amazon masssssacra i venditori, se ne frega altamente di tutto, accetta resi per ogni tipologia di prodotto….ci chiediamo da anni perchè venditori italiani continuano ad utilizzarla come piattaforma, tante rogne zero guadagni….

    • Lorenzo Lo Vecchio ha detto:

      Buongiorno Alessio. Grazie del tuo commento. Pian piano gli imprenditori stanno considerando l’ipotesi di aprire propri ecommerce, sia per la questione dei resi, sia per gli alti costi di Amazon.È un fatto culturale, che ha necessità di tempo.

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