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Quanto vale e varrà l’ecommerce 2024 in Italia sia nel B2B che nel B2C

Ecco i numeri del commercio digitale, ormai utilizzato da oltre 33 milioni di italiani e da circa 88.000 aziende che già vendono con successo su Internet

I numeri sono da capogiro e vanno oltre le più rosee previsioni di qualche anno fa. Il fatturato globale sviluppato sui negozi online nel 2023 è stato aggiornato a 76,3 miliardi di euro. Il dato, che oscilla di pochi numeri percentuali a secondo delle statistiche di vari enti, dovrebbe attestarsi oltre gli 85 miliardi a fine 2024. Ma il segnale più rilevante arriva dal B2B, dove le transazioni online sono salite a 16 miliardi di euro, con una proiezione che si attesta a 468 miliardi (circa un quarto del PIL), se consideriamo anche le vendite provenienti da contatti web, ma poi finalizzati con i metodi tradizionali. È una dinamica, ormai consueta, che nel commercio tra aziende si verifica per l’avvento generazionale dei nuovi manager, ma anche dei figli e dei nipoti di chi ha fondato le varie attività commerciali e manifatturiere. Qui di seguito entriamo ancor più nei numeri e nelle aspettative di crescita, su cui ogni azienda dovrebbe puntare.

33,7 milioni di italiani comprano online

Secondo l’ISTAT, in ogni famiglia italiana c’è chi si collega abitualmente a Internet. Oltre il 91% delle persone tra gli 11 e i 54 anni si è connessa negli ultimi tre mesi. La quota scende al 60,4% tra le persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni. In ogni caso è considerevole anche la percentuale degli ultra settantacinquenni, che si attesta al 24,7% .

Su questo punto il Sole24Ore afferma che il 77,5% della popolazione, dai 6 anni in su, si collega abitualmente a Internet, sia per informarsi, sia a scopo ludico, sia per comprare.

Nel mondo delle vendite online sono ormai 33,7 milioni gli italiani che usano il web per portare a termine i propri acquisti.

Questa grossa affluenza di “naviganti” fa sì che anche nel mondo degli affari business-to-business sia ormai consuetudine consultare gli ecommerce, prima di procedere ad un acquisto o ad un contatto con i propri fornitori.

Per business-to-business non intendiamo soltanto rapporti commerciali tra azienda e azienda, ma anche quelli tra azienda e grossista, tra grossista e rivenditore, tra professionista e professionista, compresi enti pubblici, educazionali, sportivi o istituzionali. Il campo del B2B è molto vasto.

L’effetto generazionale

I clienti e gli stessi buyer aziendali non sono più quelli di una volta.

Entro la fine del 2024, secondo le stime di Forrester, società di ricerca americana indipendente, specializzata nello studio delle trasformazioni tecnologiche, il 75% dei buyer sarà rappresentato dai “nativi digitali”.

Si tratta di persone sotto i 44 anni, che già stanno segnando un cambiamento importante nelle dinamiche di mercato. Come detto nelle premesse.

In particolare, c’è una spostamento delle vendite B2B verso i canali digitali, dove i compratori saranno sempre più giovani e preparati, richiedendo esperienze d’acquisto più efficienti.

Molti di loro, già adesso, preferiscono comprare in modo diretto, senza l’intermediazione dei venditori tradizionali. Solo ecommerce.

Purtroppo, in Italia ci sono ancora alcune imprese che stentano ad adeguarsi al cambiamento e così rinunciano a vaste aree di fatturato profittevole. In questo modo lasciano ampi spazi di mercato ai propri concorrenti più attivi nell’innovazione del commercio e dei rapporti interaziendali.

Difatti, secondo una recente indagine televisiva, molti manager d’azienda (il 65% degli intervistati) hanno affermato di avere trovato ostacoli nel portare a termine affari online.

Le difficoltà evidenziate derivavano dal fatto che le informazioni sui vari siti aziendali non sempre sono complete e le piattaforme non sempre sono attrezzate per vendere prodotti di un certo valore. Spesso manca anche la costruzione di contenuti adatti al web.

L’errore delle imprese che non aprono nuovi orizzonti sull’online è che, spesso, ritengono di dovere stravolgere le proprie dinamiche di vendita.

Invece non è così, perché l’ecommerce non è un’alternativa, ma un compendio.

Cosa conviene alle imprese italiane

È indubbio che il business-to-consumer, o B2C, abbia influenzato anche il tipo di rapporto commerciale tra le aziende. Se io sono abituato a comprare la spesa online, altrettanto sarò orientato a comportarmi quando devo sfogliare cataloghi per la mia attività.

Se poi trovo ciò che mi interessa e mi basta un clic per farmelo recapitare in azienda, ben venga. Esattamente come la spesa di casa.

Altrimenti mi riterrò ugualmente soddisfatto se avrò trovato il fornitore adatto alle mie esigenze. In seconda battuta mi metterò in contatto con lui con i metodi più tradizionali. È un po’ come avveniva con le Pagine Gialle, che ora non servono più perché più profittevolmente sostituite dal web marketing.

Ma non solo, perché mentre il B2C ha registrato la sua esplosione dal 2019 al 2022 per via della pandemia, è il B2B che oggi detiene il record di crescita in tutto il mondo. Sia per le transazioni dirette, sia per il valore che un ecommerce ha nel creare nuovi contatti e nel fidelizzare la clientela.

Peraltro, in termini di mercato, nel business-to-business è piuttosto facile raggiungere quote di fatturati molto consistenti, in quanto lo scontrino medio si colloca sempre oltre qualche migliaio di euro e non su valori più popolari.

Tuttavia, c’è una sfida da superare. È quella di fare comprendere agli imprenditori che i numeri dell’online non mentono. Un investimento di qualche decina di migliaia di euro è ben poca cosa rispetto a quanto sarebbe necessario investire offline per ottenere identici incrementi di fatturato.

Contattando evoluzionecommerce potrai ottenere dati e proiezioni reali in tal senso, personalizzati sulla tua impresa.

Quindi, a conti fatti, anche le marginalità online ne traggono un vantaggio, risultando davvero più ampie.

Ciò che si deve fare è affrontare la necessità concreta di rinnovare alcuni processi aziendali e diversi strumenti che sono ormai superati, senza stravolgerli. L’obiettivo è quello di avere un sito web che sia intuitivo, ricco di contenuti e adattato alle esigenze individuali degli utenti. Un team specializzato potrà affiancare le imprese per ottenere agevolmente questo risultato.

Non si tratta più di fare salti nel vuoto, ma di adeguarsi ad uno standard attuale.

Chi sono le 88.000 aziende italiane online

Secondo l’indagine appena conclusa da Cribis, società per lo sviluppo del credito commerciale e del business in Italia e all’estero, in Italia sono più di 88.000 le aziende che si sono dotate di un proprio sito ecommerce.

Il dato raggiunge il 72,5% delle imprese italiane che si sono dotate di un semplice sito Internet per affiancare la propria attività tradizionale. Semplice ma performante.

Le società che sviluppano i maggiori fatturati online sono quelle di capitale che, da sole, generano il 95,7% del fatturato complessivo. Il 33% di queste ha un’età compresa tra i 6 e i 10 anni, il 30% tra gli 11 e i 25 anni, e solo il 3% quelle di età più antica.

Le percentuali, crescenti sulle aziende di più giovane età, stanno ad indicare come l’evoluzione del business online stia sempre più trasformandosi con il passare degli anni e con l’avvento delle nuove generazioni.

Quanto alla loro collocazione geografica, le aziende italiane che affidano parte del loro business al canale online, sono così distribuite:

  • Lombardia 18,6%
  • Lazio 12,1%
  • Campania 12%

Seguono a ruota tutte le altre Regioni, con prevalenza del nord Italia. Per quanto riguarda le province, invece, quelle di Roma e Milano sono le più dense di aziende che lavorano profittevolmente online, seguite da Napoli e Torino.

Agire sì ma agire subito

Se i dati non mentono, è anche necessario trarre delle conclusioni dalla loro interpretazione. La più immediata è che stiamo parlando di un mercato che non rappresenta più una novità assoluta, ma che è in continua evoluzione. E cammina molto velocemente.

Da qui l’importanza di agire tempestivamente. Nel mondo degli affari, il tempismo è un’arma sempre vincente.

Le aziende italiane hanno l’opportunità di cogliere un vantaggio competitivo sviluppando il proprio canale online prima che diventi una necessità imperativa. Ma da più parti si dice che lo sia già.

In un mercato sempre più globalizzato e digitalizzato, il ritardo nell’adozione di soluzioni online potrebbe significare la perdita di opportunità e il rischio di essere superati dalla concorrenza nazionale e internazionale.

Inoltre, dobbiamo considerare una efficiente presenza online non solo come un canale di vendita, ma anche come un potente strumento per rafforzare il brand e migliorare l’esperienza complessiva del cliente.

La creazione di contenuti rilevanti e coinvolgenti, insieme a un servizio clienti efficiente e personalizzato, può contribuire a costruire relazioni durature e a differenziarsi dalla concorrenza.

Infine, vale la pena ripetere quanto abbiamo più volte sottolineato su queste pagine del Magazine di evoluzionecommerce. Lo dividiamo per punti.

  • Espansione del mercato: Internet offre un accesso globale ai consumatori e ai buyer delle aziende, consentendo alle imprese di espandere il proprio mercato al di là dei confini attuali. Attraverso strategie di marketing online mirate, è possibile raggiungere nuovi clienti in diverse aree geografiche e aumentare il potenziale di vendita.
  • Monitoraggio e analisi dei dati: la presenza online fornisce alle aziende preziose informazioni sui comportamenti e le preferenze dei clienti attraverso strumenti di analisi dei dati. Queste informazioni possono essere utilizzate per ottimizzare le strategie di marketing, migliorare l’offerta di prodotti e servizi, e adattare l’esperienza del cliente alle sue esigenze specifiche.
  • Facilità di comunicazione: rispetto ai canali di vendita e di comunicazione tradizionali, l’ecommerce è predisposto per l’utilizzo di strumenti di indubbia efficacia verso il cliente finale. Nel B2B, per esempio, è possibile creare sessioni di approfondimento sui prodotti, anche mediante webinar, video, dimostrazioni pratiche verso un pubblico molto vasto.
  • Capacità di adattamento: la presenza online consente alle aziende di adattarsi rapidamente alle mutevoli condizioni di mercato e alle esigenze dei clienti. Attraverso piattaforme di ecommerce flessibili e scalabili, le aziende possono introdurre nuovi prodotti, modificare i prezzi e implementare promozioni con maggiore agilità rispetto ai canali tradizionali, in tempo reale.

Spero di esserti stato utile con questo articolo e ti invito a contattare evoluzionecommerce se vuoi essere anche tu protagonista nella crescente evoluzione del mercato online. I numeri sono più che convincenti.


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"Quanti tuoi clienti comprano online?"

Questa la domanda a cui molte aziende devono dare risposta.

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