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Progettare marketing online a dicembre: appena in tempo per la primavera

La programmazione richiede tempo e questo è il mese per avviare le strategie online del prossimo anno, decisive per le aziende che vogliono crescere anche su Internet

In Italia ci sono molte aziende che organizzano in questi giorni le campagne di marketing per essere efficacemente presenti online sotto Natale. Ma è tardi. Mentre scrivo è il 5 di dicembre e ci vorrebbe un miracolo per mettere in atto strategie di comunicazione vincenti, se non sono state già programmate. Non credo ai colpi di genio e tantomeno all’improvvisazione. Quindi, benché in questo periodo sia facile lasciarsi trascinare nell’euforia del commercio all’ultim’ora, nel mondo pubblicitario online è necessaria un’accurata programmazione dei contenuti, una strategia calibrata sulla clientela e sulla concorrenza, una valutazione dei budget disponibili e una previsione dei risultati attesi. Dunque, mentre il periodo natalizio scorre per conto suo, le imprese dovrebbero già focalizzarsi sull’anno che verrà. È questo il tempo di affilare le armi per le prossime azioni di vendita o di branding. Analizziamo perché e cosa fare.

Chi, come e quando iniziare la pianificazione

Ogni campagna di marketing online è come un viaggio suddiviso in tre tappe fondamentali, ognuna con un ruolo chiave nella creazione e nell’esecuzione di una strategia efficace:

  • la programmazione;
  • il decorso;
  • il monitoraggio.

La programmazione è il punto di partenza, il momento in cui si pone la prima pietra della campagna. Qui si svolge la pianificazione strategica, dove si stabiliscono gli obiettivi, si identifica e si aggiorna il pubblico di riferimento e si definisce il messaggio chiave.

È il momento di delineare la strategia di marketing, decidere i canali da utilizzare, creare il piano editoriale, impostare i budget e pianificare le tempistiche.

Una volta che la programmazione è completa, la campagna entra nella seconda fase, quella operativa. Chiamiamola il suo decorso.

Qui prendono vita tutte le attività pianificate: vengono create le pubblicità, si realizzano i contenuti, si implementano le attività di SEO/SEM, si gestiscono le campagne social media, si inviano le email e così via.

Questa fase è il momento in cui la strategia prende vita, cercando di coinvolgere il pubblico in target, generare traffico e attirare l’attenzione.

E arriviamo al terzo periodo, cioè al monitoraggio.

Questa attività è cruciale e si sovrappone al decorso della campagna. Qui si osservano attentamente i dati e le metriche per valutare le performance dei messaggi rispetto agli obiettivi stabiliti.

Si analizzano le interazioni, le conversioni, il ROI e altre metriche chiave per capire cosa funziona e cosa no.

Basandosi su questi dati, si apportano eventuali correzioni, ottimizzazioni e aggiustamenti per migliorare le prestazioni della campagna in corso o per guidare le future strategie.

Questi tre periodi sono interconnessi e si susseguono in modo sequenziale, ma sono anche interattivi: il monitoraggio fornisce feedback per migliorare la programmazione delle future campagne, mentre la programmazione successiva sarà coltivata sui dati raccolti nelle fasi precedenti.

Questo ciclo continuo di programmazione, decorso e monitoraggio è essenziale per una strategia di marketing online efficace e adattabile.

Davanti a dinamiche di questo tipo, ogni imprenditore si pone una domanda: “Ma chi fa tutto questo?“.

Difatti è comprensibile che si tratta di attività molto avanzate, per le quali è necessaria esperienza e specializzazione. Quindi, per la maggior parte delle volte, le imprese si rivolgono a soggetti terzi sui quali riporre fiducia e condivisione degli obiettivi.

Le tre fasi appena elencate prevedono tempi di esecuzione impegnativi, quindi non possono essere organizzate e avviate con la frenesia dell’ultim’ora. Ma, ancor più, vanno affidate a chi, per la complessità del proprio lavoro e per l’attenzione dedicata ai clienti in portafoglio, ha necessità di programmarsi con un certo anticipo.

La programmazione di una campagna di marketing richiede tempo per la ricerca, la pianificazione strategica e l’identificazione di obiettivi chiari.

Bisogna concedere tempo anche per affinare la strategia, esaminare approfonditamente il pubblico in target e stabilire le attività da eseguire.

Ciò consente di sviluppare strategie più solide, analizzando approfonditamente il mercato, la concorrenza e le tendenze. Solo così possono nascere campagne più efficaci e ben strutturate, che hanno maggiori probabilità di successo.

Con tempistiche diverse nel B2B e nel B2C, anche a parità di prodotto.

Dall’analisi dei dati al calendario dettagliato

Nel paragrafo precedente abbiamo suddiviso l’attività di marketing nelle sue tre fasi principali e abbiamo dato loro un tempo di esecuzione. Credo che sia anche apparso chiaro che è assolutamente necessario cominciare a lavorare oggi per i mesi che verranno.

Per continuare il nostro discorso, in questo paragrafo voglio invece sviscerare meglio il primo periodo, quello della programmazione. Il mio intendimento è quello di mostrare agli imprenditori, che vogliono davvero sfruttare Internet per la propria azienda, quanto complessa e completa sia l’attività di programmazione online.

Quando ho fatto cenno al monitoraggio delle campagne, ho detto che si tratta di un’attività fondamentale per il marketing in corso, ma anche per impostare le strategie future, cioè di altre campagne a venire.

Quindi, se parliamo di programmazione dobbiamo pensare all’aiuto che ci può dare una base dei dati raccolti nelle campagne precedenti. Più è stato efficace e minuzioso il monitoraggio delle campagne pregresse e più si avranno indicazioni utili per le campagne in fase di programmazione.

E così sarà sempre per il futuro.

Un altro dato che vale la pena esaminare (anzi è doveroso farlo) è quello relativo alle tendenze del mercato di riferimento. Cosa sarà popolare o richiesto durante i prossimi mesi o in primavera?

Sulla base delle risultanze di questo tipo di indagine, si potrà lavorare meglio sui cataloghi e sui prodotti di maggiore gradimento.

Anche in relazione alle campagne di branding sarà opportuno lavorare nell’impostazione di contenuti più appetibili per la clientela potenziale e per quella già acquisita.

Vi è poi un altro passaggio su cui è bene cominciare a focalizzarsi al più presto. Quello degli obiettivi. Sia che si tratti di aumentare le vendite, o di generare consapevolezza del marchio o di acquisire nuovi clienti.

Per ciascun tipo di obiettivo è bene produrre contenuti che vadano nella direzione dei risultati che si vogliono ottenere.

Un esempio molto concreto è questo: vendere un prodotto è un obiettivo molto diverso che non valorizzare un brand. Il tipo di comunicazione non può essere lo stesso per due risultati da raggiungere, così diversi tra loro.

Avere obiettivi chiari in fase di studio e di programmazione, aiuta a pianificare il marketing in modo più mirato ed efficiente. Tra cui anche i contenuti che della comunicazione sono parte integrante, se non basilare.

Più volte sul nostro Magazine, ma anche in questo editoriale, ho fatto riferimento ai contenuti, vale a dire a tutto ciò che io posso mostrare per coinvolgere il pubblico, sia nel B2C che nel B2B.

Si possono pianificare contenuti legati ai diversi obiettivi, come guide, consigli, promozioni speciali. Possono essere contenuti in linea con l’atmosfera del nuovo anno e delle relative stagionalità.

È tutto materiale che nel marketing fa la differenza tra una campagna e l’altra, tra un’azienda e i suoi concorrenti. Ma è anche un materiale che va preparato con un certo anticipo e non abbandonato all’improvvisazione e alle banalità.

Sono contenuti che spesso sono assenti nelle strategie di marketing aziendali, perché quando ci si rende conto di quanto siano utili, rimane ormai poco tempo per realizzarli in modo congruo all’identità dell’azienda.

È necessario investire tempo nella creazione di materiali visivi accattivanti e in messaggi persuasivi. Anche il design grafico e la creatività giocano un ruolo cruciale nel catturare l’attenzione dei clienti.

E c’è ancora molto da fare in fase di programmazione.

C’è da definire quali saranno i canali pubblicitari più adatti al target di riferimento, ma anche all’azienda che si vuole promuovere.

Social media, email marketing, annunci online, youtube e molto altro deve essere pianificato perché si integri perfettamente in ogni strategia di marketing. Spesso è opportuno segmentare preventivamente il proprio pubblico per adattare le campagne a gruppi specifici di clienti, massimizzando così la rilevanza dei messaggi.

Infine, come ultima fase della pianificazione, una volta effettuati opportuni test per ottimizzarne le risposte, arriva il momento di studiare un calendario dettagliato delle attività e degli stessi obiettivi da raggiungere.

Settimana per settimana bisogna seguire una pianificazione precisa e coerente, studiata a tavolino e messa in atto con la certezza di raggiungere i migliori risultati il prima e il più efficacemente possibile.

Un sito da rifare comunica solo indifferenza

Qui ad evoluzionecommerce siamo immersi nel mondo del web fin dai primi Anni ’90, quando per acquisire nuovi clienti bisognava spiegare cosa fosse una email.

Dunque, abbiamo visto passare tanta acqua sotto i ponti, come si dice, e abbiamo seguito una evoluzione, mai così rapida e radicale in ogni altro settore della comunicazione e del commercio.

Tuttavia, c’è qualcosa che non è cambiato da allora: la ritrosia degli imprenditori ad aggiornare il proprio sito, rendendolo più accattivante secondo le tendenze del momento.

Sinceramente è qualcosa a cui non so dare una spiegazione logica. Internet è il luogo d’incontro di tutto il mondo, è il mercato racchiuso in uno smartphone, è il business, il fatturato, il commercialista, la banca appoggiati su un palmo della mano.

Eppure Internet, almeno qui in Italia, è così tanto ignorato da chi se ne dovrebbe giovare!

Le aziende, quelle che preferiscono investire sul proprio futuro più che su una Maserati o una Lamborghini, fanno di tutto per rendersi più appetibili alla propria clientela. Investono negli arredi, migliorano l’assistenza, stampano nuovi cataloghi, cambiano le vetrine dei negozi e così via.

Ma quando si tratta del sito Internet, sbuffano al pensiero di doverlo rifare. Non che sia un obbligo, certo, ma la dinamicità di un’azienda passa anche attraverso un’immagine che si rinnova. Non è un’esigenza, ma una strategia di comunicazione molto potente.

Nell’era della visibilità, chi investe nella propria comunicazione appare certamente più credibile e affidabile. In una parola, si assume la responsabilità di mettersi in mostra meglio e più di prima.

Se diamo uno sguardo ai grandi brand, che in fatto di pubblicità sanno come comportarsi, ogni stagione modificano i contenuti della propria immagine.

Sebbene nelle stagioni e negli anni precedenti il loro marketing abbia prodotto risultati eccellenti, inventano sempre nuove forme di comunicazione, nuove immagini, nuovi testi, nuovi slogan.

In pubblicità è cosa nota che ciò che è vecchio e risaputo non conquista più l’attenzione del pubblico. Ogni volta è necessario dare una frustata alla mente del cliente, perché si svegli dal suo abitudinario e purtroppo comodo torpore.

Un sito Internet, che sia ecommerce o aziendale, deve appagare la curiosità del visitatore che mai dovrebbe trovarsi di fronte a un déjà-vu di pessimo effetto.

La staticità dei contenuti presenti su un sito o su un ecommerce non dà quel senso di rinnovamento che ci fa capire quanto l’azienda sia viva e vivace nell’attenzione verso i suoi clienti.

L’idea è che chi non comunica non ha interesse a mostrarsi a un pubblico che l’ascolti. Quindi, tutto ciò che comunica è la propria indifferenza.

D’altronde non è comprensibile perché un negozio, per rendersi accattivante a chi cammina per la strada, ha l’interesse di modificare continuamente la sua vetrina, mentre sulla grande strada di Internet la maggior parte delle vetrine fa così tanta fatica a rinnovarsi.

Al contrario, l’esigenza dovrebbe essere quella di proporsi in modo più pungente della concorrenza e di rendere più accattivante l’esperienza del cliente. Ma anche quella di evidenziare l’identità di un marchio, generando impressioni positive intorno all’azienda.

Nelle linee generali un brand forte ha necessità di mostrare la propria personalità e la propria capacità di adattarsi alle mutazioni del mercato, alle richieste dei clienti e alle innovazioni tecnologiche.

Per questo motivo, anche il branding ha bisogno di continuità per migliorare la propria immagine e per seguire le dinamiche del tempo.

Nelle strategie di marketing, dunque, va presa in considerazione l’esigenza di rifarsi il look per mostrarsi con rinnovato impegno e con rinnovata dinamicità verso l’esterno. Qualsiasi sia l’obiettivo finale e il carattere delle imprese.

Anche in questo caso, stiamo parlando di un genere di attività che comporta uno studio preventivo del cambiamento, dove in alcuni casi potrebbe rendersi necessario rimanere fedeli ai tratti distintivi precedenti, mentre in altri casi potrebbe rivelarsi preferibile segnare una svolta.

Che il mese di dicembre sia davvero utile a questo genere di riflessioni e di azioni per l’anno che sta per cominciare. Clicca qui per maggiori informazioni.


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