cerca

Prezzi bassi online: il caso Shein tra denunce e accuse infamanti

La catena di abbigliamento cinese vale oggi 100 miliardi di dollari, ma è una delle società che più di altre deve fare i conti con la propria reputazione

Shein è amatissima da quella frangia di generazione Z più povera, ma desiderosa di indossare capi di moda giovane.

La media dei capi di abbigliamento venduti online da Shein si aggira intorno ai 4 dollari e questa politica ha fatto in modo che la società, che ha sede in Cina, abbia raggiunto oggi un valore di 100 miliardi di dollari.

Tuttavia, Shein deve fare fronte a una miriade di accuse che provengono dal mondo occidentale. Eccone solo alcune, così come sono evidenziate sul quotidiano Giornalettismo:

  • sfruttamento del lavoro minorile
  • turni di lavoro fino a 75 ore settimanali
  • contraffazione dei marchi
  • utilizzo di materiali scadenti e pericolosi
  • riduzione in schiavitù

Shein è presente in 220 Paesi al mondo e, secondo il Wall Street Journal, viene sostenuta finanziariamente da una società americana di private equity, la General Atlantic.

Se tutte o solo alcune di queste accuse venissero comprovate, dunque, ancora una volta il caso Shein dimostrerebbe che il prezzo basso è spesso sinonimo di illegalità e pessima condotta sociale.

Non è sul prezzo basso che si può combattere la battaglia del mercato, ma sulla sensibilità di chi acquista (giovani compresi), sulla sicurezza dei prodotti, sul prestigio di chi vende e sul rispetto di chi acquista.

Per ulteriori informazioni su quanto esposto o su altre problematiche relative agli e-commerce contatta la nostra redazione. Ti risponderemo nell'arco di poche ore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.