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La televisione cede il passo a Internet ed è boom delle imprese online

Oggi navighiamo in un altro universo dove il pubblico ha spostato l’attenzione sul web, nuovo punto di riferimento della comunicazione, anche quella aziendale. Ecco i numeri del cambiamento

Internet è come un vasto ecosistema che influenza e viene influenzato dalle dinamiche sociali, culturali ed economiche. Coinvolge e travolge il mondo degli affari, della produzione e della comunicazione. Le aziende si devono inventare nuove identità digitali in un universo mai esplorato prima. Si creano nuove comunità. Il mondo fatica ad adattarsi perché è molto più comodo e meno stressante lasciare che tutto scorra nella speranza che nulla cambi. Ma invece non è così che accade. E, alla fine, ci si accorge che è diventato tutto più facile, anche se più articolato: le distanze si accorciano, le diversità si uniformano, l’inafferrabile si raggiunge a portata di mano. E tutti possono ambire a qualsiasi nuovo traguardo, una volta improponibile. Nel nuovo anno, il 2024, vale la pena cercare di capire meglio l’evoluzione del mondo imprenditoriale in cui navighiamo e quali grandi opportunità ci sta invitando a cogliere e ci riserva. Scopriamole insieme nelle prossime righe per non trascurarle più.

I numeri del cambiamento: così si sposta il pubblico

Nel mondo imprenditoriale l’approccio con la clientela, vecchia e nuova, si è sempre basato sulla comunicazione. Oggi viene chiamata in modo più moderno col nome di “contenuti”, ma si tratta sempre della stessa cosa.

Un’azienda produce contenuti comunicativi attraverso le proprie pubblicazioni, i cataloghi, piccoli e grandi spot, il telefono o una pagina web.

Pubblicazioni massive hanno sempre comportato maggiori costi, ma anche un pubblico più vasto. Ne è dimostrazione che, tanto più sono massivi i media utilizzati per comunicare, tanto più risulta costoso esservi presenti.

La televisione costa di più della radio, la radio costa di più dei giornali, i giornali costano di più di un catalogo o di un depliant.

Tuttavia, come detto, il mondo è cambiato e proprio questi grandi media stanno a dimostarlo. Non solo il pubblico sembra sempre meno affezionato a loro, ma anche il cambiamento mostra che non sono più i grandi numeri a farla da padrone, quanto invece il loro frazionamento.

È quello che dimostreremo in questo articolo del Magazine di evoluzionecommerce. Come ormai è noto, scriviamo rivolgendoci al mondo degli imprenditori per fornire il massimo delle informazioni proprio su questo nuovo mondo in cui, volenti o nolenti, stiamo navigando tutti insieme.

E, come sempre facciamo quando è possibile, ragioniamo sui numeri.

Partiamo dunque dal media più popolare, quello ritenuto di maggiore effetto sui risultati che si vogliono raggiungere: la televisione.

Secondo l’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGICOM), i primi nove mesi dell’anno appena conclusosi, il 2023, hanno evidenziato una diminuzione degli ascolti televisivi.

Nel periodo da gennaio a settembre, l’ascolto medio giornaliero è sceso del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2022, passando da 8,31 a 8,07 milioni di spettatori. Persino la fascia del prime time ha subito una contrazione del 2,5%, passando da 19,12 a 18,64 milioni di spettatori suddivisi sulle varie reti nazionali.

Se vogliamo fare un raffronto con il mondo di Internet, scoviamo qualcosa che solo un paio di anni fa sembrava impensabile.

Nel mese di settembre 2023, l’analisi dei dati di utilizzo delle principali piattaforme online rivela che circa 43,9 milioni di utenti unici hanno navigato in rete.

In media, ciascun utente ha trascorso oltre 64 ore online e in testa alle consultazioni da parte delle persone collegate ci sono Google e i principali social.

Ma c’è un altro dato molto importante, su cui è necessario riflettere: durante lo stesso periodo mensile, il sito e le relative applicazioni del Corriere della Sera hanno attratto il maggior numero di utenti unici, registrando un totale di 28.633.000 visite. A seguire, La Repubblica, che ha contabilizzato 27.853.000 utenti, mentre TGCOM24 ha raggiunto 21.717.000 internauti.

Ebbene, prendiamo un dato su tutti: nonostante il Corriere della Sera sia passato in pochi anni da una tiratura di circa 700.000 copie a quella attuale di 255.000 copie, su Internet i suoi lettori crescono a dismisura facendo del suo sito il punto d’informazione più richiesto.

Nelle linee più generali, a conferma della crescita di Internet rispetto ai mezzi tradizionali, possiamo esaminare l’andamento delle vendite di tutta la carta stampata rispetto all’attenzione che il pubblico riserva al web.

Nei primi nove mesi del 2023 prosegue il declino delle vendite dei quotidiani rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermato dall’Osservatorio sulla Comunicazione di AGCOM. Secondo i dati, la media giornaliera delle vendite si attesta a 1,43 milioni di copie, evidenziando una diminuzione del 8,8% su base annua e addirittura del 32,8% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Al contrario, le vendite dei quotidiani in formato digitale, quindi parliamo di abbonamenti, non hanno mostrato alcuna flessione su base annua. Anzi hanno registrato una crescita del 13,9% rispetto al valore corrispondente del 2019.

Esaminando i principali cinque quotidiani a diffusione nazionale di tipo generalista (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, L’Avvenire e Il Messaggero), nell’anno 2023 si è osservata una diminuzione delle vendite di copie cartacee pari all’11,8% rispetto all’anno precedente (con una flessione ampliata al 38,8% rispetto al 2019). Nel contempo, si è registrato un incremento nelle vendite giornaliere di copie in formato digitale (+4,6%).

Carta canta, come si dice. Lo spostamento è sotto gli occhi di tutti. Ma andiamo avanti.

L’analisi delle piattaforme online di ecommerce ha evidenziato, nel settembre 2023, la presenza di oltre 38 milioni di utenti unici, registrando una crescita di 108 mila visitatori rispetto allo stesso mese del 2022.

Le prime posizioni sono state occupate dai siti e dalle applicazioni di ecommerce, che hanno attratto 66,6 milioni di visite. A seguire i siti aziendali e quelli dedicati agli aspetti ludici. Ovviamente da questa graduatoria restano esclusi Google e i social, di cui abbiamo già parlato poco fa.

Dunque, stiamo assistendo a una svolta radicale degli interessi delle masse, che sono sempre più attente a quanto viene pubblicato online, piuttosto che sui mezzi tradizionali. Laddove Internet si presenta come un ambiente sempre meno generalista e sempre più frazionato su singole tematiche, siti e prodotti.

Una svolta che si riflette prepotentemente anche sul piano dei contenuti del marketing con cui le aziende sono obbligate a proporsi. Il cambiamento per le imprese è estremamente favorevole, perché crea nuove opportunità per qualsiasi dimensione d’azienda e per qualsiasi tipologia di affiancamento ad essa.

Difatti, raggiungere un pubblico frammentato costa certamente meno che non un pubblico generalista e, peraltro, ottiene risultati obiettivamente più mirati.

I numeri ci dicono che il pubblico, oggi, frequenta molto più assiduamente Internet che non la televisione, la radio e i giornali. È qui che si svolge gran parte della sua vita, sia esso un mondo imprenditoriale o del consumo.

Ed è qui che bisogna essere presenti se lo si vuole raggiungere e innescare un dialogo con lui.

Mini riflessioni per imprenditori attenti

Vale la pena concludere questo nostro primo articolo del 2024 con alcune riflessioni che sorgono spontanee:

  • se sempre più persone si rivolgono al web per ottenere informazioni e acquistare prodotti, essere presenti online con una propria immagine competitiva diventa indispensabile per raggiungere questo pubblico;
  • la duttilità di Internet è aperta ad ogni tipo di azienda, grande o piccola che sia, offrendo opportunità diversificate, che possono tradursi in nuovi canali di vendita, espansione del pubblico e aumenti delle entrate;
  • i dati mostrano un cambiamento generale verso la presenza online nel settore specifico di ogni imprenditore, la qualcosa potrebbe indicare una crescente concorrenza contro cui è necessario rimanere competitivi;
  • essere presenti sul web non solo offre opportunità di vendita o di branding, ma può anche influenzare la percezione dei consumatori, sicché una presenza solida e professionale online può costruire fiducia e migliorare la percezione del marchio;
  • mostrare la presenza online può offrire risultati concreti in termini di espansione del pubblico, vendite e visibilità, tutte argomentazioni convincenti per valutare gli investimenti nel digitale.

In conclusione, sebbene anche il tuo business non deve in nessun modo sposare una transizione shock dal mondo tradizionale al mondo digitale, è bene considerare che la transizione è già operante nell’ambito della tua clientela.

È il momento di essere “anche” (non solamente) dove i tuoi clienti sono adesso: online.

È assolutamente sicuro che una solida presenza digitale amplia il tuo pubblico, aumentando le vendite e costruendo fiducia nel tuo marchio. Investire nel web non è solo il futuro, è il presente.

Dunque, non è una buona idea restare ai margini del nuovo mondo. È un atteggiamento che potrebbe precludere di raggiungere nuove vette, ma soprattutto che ti farà trovare disarmato di fronte alle nuove sfide del mercato. Poi, recuperare sarà impossibile. Confrontiamoci già da subito.


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