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Navigare nel business online: KPI e ROI come radar per il successo

Le aziende presenti su Internet hanno necessità di dotarsi di strumenti sofisticati per massimizzare il vantaggio sulla concorrenza e per ottimizzare ogni tipo di investimento sul web

Per quanto concerne il web, la progressiva trasformazione di Internet ha reso essenziale un passaggio epocale: da un approccio all’online del tutto approssimativo ad un altro basato su strumenti molto più avanzati. Sia sotto il profilo tecnologico, sia sotto il profilo meramente strategico. Nel nostro editoriale precedente, abbiamo evidenziato questo cambiamento e sottolineato l’importanza di un team specializzato per affiancare le imprese nel raggiungimento dei loro obiettivi online. In quest’ottica, oggi ci soffermiamo su un aspetto cruciale che viene spesso trascurato dalle vecchie web agency: il monitoraggio dei KPI e del ROI. Si tratta di due parametri fondamentali per qualsiasi azienda con una propria presenza online o per qualsiasi brand in cerca di visibilità e di crescita. Vediamo insieme di cosa si tratta e come utilizzarli.

Sei un pilota che naviga a vista o hai a bordo strumenti di rotta?

La differenza di risultati tra un’attività che monitora KPI e ROI e un’altra che trascura questi indicatori è evidente. Un business online senza monitoraggio è come un pilota d’aereo senza radar: naviga nell’incerto, sperando che tutto vada bene. Ma la speranza non può essere la base di un progetto online, se non della vita stessa dell’azienda. Al contrario, chi monitora KPI e ROI si è dotato di strumentazioni sofisticate, capaci di prevedere ostacoli e di correggere le rotte per raggiungere rapidamente e concretamente gli obiettivi prefissati. I KPI e il ROI sono la bussola essenziale per comprendere la direzione e il successo del viaggio online di un’impresa.

Vediamo perché nelle righe che seguono.

Definiamo le due metriche principali

Partiamo dal KPI.

KPI (Key Performance Indicator): è una metrica quantificabile che valuta il successo aziendale rispetto agli obiettivi. È fondamentale per prendere decisioni sulla base di dati reali e per identificare i punti di forza e di debolezza di un progetto online.

Come detto, il concetto di KPI si riferisce a misure specifiche utilizzate per valutare le performance di un’azienda, di un progetto o di un processo rispetto agli obiettivi prefissati.

Non esiste una formula universale per calcolare un KPI, perché i KPI sono indicatori personalizzati e possono variare notevolmente da un’organizzazione all’altra.

Tuttavia, per maggiore chiarezza, azzardiamo un esempio pur essendo consapevoli che ogni KPI deve essere personalizzato sul singolo progetto.

Immaginiamo di voler valutare la crescita mensile delle vendite aziendali o di un ecommerce come indicatore chiave. La formula potrebbe essere:

KPI (crescita vendite) = “vendite mensili” – “vendite mese precedente” / “vendite mese precedente” x 100.

Questo calcolo confronta le vendite del mese attuale con quelle del mese precedente, calcola la differenza percentuale e fornisce un’indicazione della direzione e dell’entità della variazione nelle vendite.

Tuttavia, è solo uno dei tanti esempi di KPI possibili.

I KPI sono altamente personalizzati e dipendono dagli obiettivi e dalle metriche rilevanti per l’azienda o per il progetto in questione. È fondamentale definire chiaramente cosa si intende misurare e stabilire una formula o un metodo di calcolo coerente con gli obiettivi e con le strategie aziendali.

Ogni progetto online dovrebbe essere pre-configurato con i KPI ritenuti più opportuni e monitorato successivamente attraverso un’analisi costante dei risultati.

Ed ora occupiamoci del ROI.

ROI (Return on Investment): è una metrica che misura la redditività di un investimento. Cruciale per valutare l’efficacia dei ritorni sui soldi spesi.

Questa l’equazione di calcolo: ROI = (Profitto / Costo Investimento) * 100. Per essere più chiari, se un’azienda investe 100.000 euro in una nuova campagna di marketing e genera 20.000 euro di profitto, il suo ROI è del 20%.

In questa formula, il “profitto” rappresenta l’importo ottenuto dall’investimento. Ad esempio, se hai investito in un progetto e hai ottenuto un guadagno di 20.000 euro, questo è il valore che dovrebbe essere inserito.

Il “costo dell’investimento” rappresenta invece l’importo iniziale dell’investimento. Se hai speso 100.000 euro per avviare un progetto, questo è il valore che dovrebbe essere utilizzato nell’equazione.

Il risultato del calcolo viene espresso in percentuale e indica quanto è stato redditizio l’investimento rispetto al costo iniziale. Ad esempio, un ROI del 50% indica che hai ottenuto un guadagno del 50% sull’investimento iniziale.

È importante notare che il ROI è uno strumento utile per valutare la performance degli investimenti, ma può essere influenzato da diversi fattori e potrebbe non considerare tutti gli aspetti dell’investimento stesso.

Tra questi, ne indichiamo soltanto alcuni, ci sono il tempo impiegato per costruire il progetto, alcuni costi nascosti, problemi inattesi di mercato e diversi altri.

Il monitoraggio: perché, quando e come

Dato per certo che KPI e ROI sono due strumenti essenziali per evitare che un progetto online navighi a vista, ora che ce li abbiamo sul “tavolo”, vediamo cosa farne.

Qui entra in funzione un’azione fondamentale in ogni progetto online, quella del monitoraggio dei risultati. Non soltanto in termini economici, ma anche in riferimento agli obiettivi che si sono prefissati.

Per essere più chiari con un esempio, identifichiamo tre diversi obiettivi, per i quali servono strategie di KPI personalizzate :

  1. la valorizzazione di un brand;
  2. la creazione di lead profilati;
  3. la vendita di un catalogo.

Nel primo caso il KPI potrebbe essere impostato sulla misurazione del coinvolgimento del pubblico di riferimento. Nel secondo caso potrebbe essere impostato sul tasso di abbandono. Nel terzo caso potrebbe essere impostato sul tasso di conversione.

Per non tediare chi legge, non voglio entrare troppo nello specifico di questi parametri, ma per maggiore approfondimento su questi punti la redazione del nostro Magazine è pronta a fornirti tutte le ulteriori informazioni necessarie.

Ovviamente, per ognuno di questi tre progetti elencati, i KPI possono essere molteplici e quelli citati sono solo a titolo di esempio.

Dunque, impostati i KPI ritenuti più opportuni agli obiettivi del progetto e conoscendo la formula del ROI, monitorare queste metriche è cruciale per valutare l’efficacia delle strategie aziendali e per prendere decisioni sulla base di dati concreti.

Il monitoraggio è importante perché:

  • consente una rapida valutazione delle performance aziendali: i KPI forniscono indicatori chiave sulla concretezza di un progetto e sulla sua esecuzione aziendale, perché consentono di comprendere se gli obiettivi possono essere realmente raggiunti o se sono necessarie correzioni;
  • consente l’ottimizzazione delle strategie: il monitoraggio dei KPI identifica le aree di miglioramento, permette di rilevare i punti deboli, di adattare le strategie in corso di causa e di massimizzare i risultati.
  • consente di prendere decisioni basate sui dati: il ROI fornisce una misura chiara della redditività degli investimenti e aiuta a valutare se i soldi spesi stanno generando profitti o se un budget deve essere riconsiderato.

Quando monitorare:

  • regolarmente: è consigliabile tenere sotto controllo i KPI e il ROI in modo costante. Per alcuni KPI, come le vendite, questo potrebbe essere giornaliero o settimanale. Altri KPI potrebbero richiedere una valutazione mensile o trimestrale.

Come farlo:

Prima di tutto, è necessario definire chiaramente i KPI pertinenti agli obiettivi aziendali. Poco fa abbiamo fatto l’esempio di tre diversi obiettivi e di alcuni KPI specifici su di essi.

Come detto, Internet è ormai un ambiente tecnologicamente molto avanzato, quindi esistono sistemi e strumenti per raccogliere i dati necessari per calcolare i KPI e il ROI. È importante assicurarsi di conoscerli e di saperli usare. Ecco perché spesso accenniamo alla necessità di farsi affiancare da team specializzati.

I dati raccolti vanno poi valutati, quindi è utile creare report regolari per comprendere le tendenze e l’andamento dei KPI nel tempo. Questa analisi aiuta a identificare gli eventuali problemi o successi.

Infine, basandosi sull’analisi dei KPI, si possono apportare correzioni necessarie per migliorare le strategie aziendali prima di avere bruciato inutilmente parte del proprio budget.

Monitorare i KPI e il ROI è un processo continuo e dinamico. Da una parte consente di adattare al meglio le strategie agli obiettivi, ma dall’altra è anche utile per riqualificare gli obiettivi sulla base dei risultati parziali ottenuti.

Esempi pratici nel settore ecommerce

Fin qui spero di essere stato chiaro, sia sull’utilizzo di KPI e ROI, sia sull’importanza strategica che questi indicatori assumono nell’arco di un progetto online.

Entrando più nello specifico, ecco alcuni vantaggi concreti nel contesto di un progetto ecommerce:

  • aumento delle vendite: un ecommerce che monitora il tasso di conversione può identificare le aree in cui migliorare l’esperienza dei clienti per convertire più visitatori in acquirenti;
  • riduzione dei costi: un ecommerce che monitora il costo per acquisizione (ogni cliente conquistato sul web ha un costo) può identificare le campagne di marketing che sono più efficaci e ridurre così i costi pubblicitari;
  • migliore soddisfazione dei clienti: un ecommerce che monitora il feedback dei clienti può identificare le aree in cui gratificare la loro esperienza e renderli più soddisfatti.

In generale, un ecommerce che monitora KPI e ROI è più probabile che abbia successo di un ecommerce che non lo fa. I KPI e il ROI forniscono una visione completa delle prestazioni dell’ecommerce e consentono ai gestori di prendere decisioni congrue per migliorare i risultati.

Esempi pratici nel branding B2B

Come sappiamo, sia l’ecommerce che il marketing non sono diretti soltanto al consumatore finale.

Anzi, su Internet la maggior parte delle campagne pubblicitarie ha obiettivi di branding che vanno oltre la singola vendita di un prodotto.

Per questo motivo, entriamo nello specifico anche dei vantaggi riservati ad una impresa interessata alla sua visibilità online e alla valorizzazione del suo marchio.

Vale la pena soffermarsi anche su questo punto, in quanto un’azione di branding, che si avvale di KPI e ROI, è un’azione pianificata e mirata con obiettivi specifici e misurabili. L’azienda che la mette in atto sa cosa vuole ottenere e può misurare i risultati per capire se sta raggiungendo i suoi obiettivi.

In caso contrario vivrebbe sulla speranza di un impatto positivo sul marchio, ma non avrebbe modo di misurarne la reale consistenza.

La pianificazione e l’implementazione di un’azione di branding, supportata dall’analisi dei KPI e del ROI, rappresenta un pilastro essenziale per un’azienda consapevole.

Per esempio, consideriamo l’introduzione di una campagna pubblicitaria per aumentare la popolarità di un marchio.

Utilizzando i KPI, come il numero di visualizzazioni del messaggio pubblicitario, l’engagement generato o l’incremento del traffico sul sito correlato al marketing, l’azienda può valutare l’efficacia della campagna in tempo reale.

E non solo in funzione di un rapporto costi-ricavi, ma anche in termini di un vantaggio destinato a crescere nel tempo.

Senza l’utilizzo dei KPI e del ROI, un’azienda potrebbe investire in attività di branding basandosi solo sulla percezione soggettiva dell’impatto sul marchio. Al contrario, KPI e ROI facilitano la comprensione circa l’effettiva portata e l’efficacia di tali iniziative.

In conclusione…

La complessità e l’importanza dei processi legati alla scelta dei KPI, al monitoraggio del ROI e alla definizione di strategie di branding richiedono competenze specifiche e una conoscenza approfondita. Affrontare queste attività senza il supporto di un team specializzato potrebbe risultare in un’impresa difficile, se non impossibile.

La selezione dei KPI più rilevanti per misurare il successo di un’azione, la capacità di interpretare correttamente i dati ottenuti e l’abilità nell’adattare le strategie in base ai risultati richiedono competenze e know-how approfonditi.

Inoltre, il monitoraggio costante del ROI, in un panorama in continua evoluzione, è fondamentale per garantire che gli investimenti producano risultati tangibili.

Collaborare con un team specializzato non solo fornisce l’expertise necessaria per navigare in questo ambito complesso, ma può anche garantire una visione più ampia e strategie più efficaci.

Un team di professionisti può offrire una prospettiva esterna e obiettiva, apportando soluzioni innovative e suggerendo modifiche mirate per ottimizzare le performance dell’impresa.

In un contesto aziendale sempre più competitivo e in continua evoluzione, il valore di un team dedicato a guidare e implementare efficacemente queste attività diventa indispensabile.

Investire nella collaborazione con esperti specializzati può essere la chiave per ottenere risultati tangibili, mantenere un vantaggio competitivo e garantire una crescita sostenibile nel panorama del business moderno.


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