cerca

Imprese online: quanto incide Internet sui margini dell’azienda

Gli investimenti per occupare un posto di preminenza nell’ambiente digitale sono ormai diventati indispensabili, ma calcolarli realisticamente non è un gioco da ragazzi

Meglio fare subito un chiarimento: non sono un commercialista e l’articolo che stai per leggere non vuole entrare nei meandri delle Leggi e delle procedure di carattere fiscale. Non voglio neanche entrare nella gestione finanziaria di un’azienda, in quanto ci sono imprenditori che lo sanno fare benissimo e non hanno bisogno di consigli e tantomeno di guru. Voglio soltanto stimolare alcune riflessioni che derivano dal nostro confronto quotidiano con le imprese, impegnate a costruire, a mantenere o a rafforzare la loro capacità sul mercato online. Sia che vogliano vendere ai clienti B2B o B2C mediante un proprio ecommerce. Sia che vogliano mettere in atto azioni di branding e di lead generation mediante accurate strategie di marketing. Nelle prossime righe parleremo dunque di costi e ricavi, ma anche di logiche proattive. Continuiamo a ragionarne insieme.

L’eccitante vortice del business globale

Quando ci addentriamo nell’arena affollata del business online, ci troviamo immersi in un universo in continua evoluzione. Le regole del gioco sembrano cambiare con una velocità vertiginosa.

In questo contesto, è fondamentale non solo comprendere i meccanismi di base legati ai costi e ai ricavi, che sul web possono variare di giorno in giorno, ma anche adottare una mentalità proattiva che ci consenta di adattarci e di prosperare in un ambiente così dinamico.

Parlando di costi, è facile lasciarsi inghiottire dal vortice delle spese, senza rendersi conto di come queste possano lievitare e impattare sulle nostre operazioni. Quando arrivano le fatture di Google o dei social è già tardi.

Il marketing è utile e necessario, ma potrebbe anche riservare sorprese non sempre positive.

Soprattutto nell’ambito dell’imprenditoria online, dove le tentazioni di investire in strumenti e risorse innovative possono essere irresistibili, è fondamentale mantenere una chiara visione degli obiettivi e valutare attentamente ogni decisione di spesa.

Se necessario, anche tramite un monitoraggio quotidiano, perfino maniacale.

D’altra parte, i ricavi rappresentano il motore che spinge avanti qualsiasi attività commerciale, quindi fanno gola. Ma generare semplicemente entrate non è sufficiente. Anzi può rivelarsi pericoloso.

Difatti, in un ambiente dove le variazioni di mercato possono essere improvvise, la parte più difficile è garantire che i nostri sforzi di marketing, di vendita e di branding si traducano effettivamente in guadagni tangibili.

Internet è un mondo sempre più saturo di concorrenza online. Distinguersi e creare valore per i clienti diventa una sfida continua, anche se stimolante. Per questo è necessario muoversi (certamente sì), ma con la massima cautela e competenza.

Ma cosa significa essere proattivi in questo contesto, come abbiamo accennato nell’introduzione di questo articolo?

Significa anticipare i cambiamenti del mercato, ascoltare attivamente i feedback dei clienti, sperimentare nuove strategie e tecnologie ma, soprattutto, essere disposti a implementare le conoscenze e ad adattarsi costantemente.

La capacità di anticipare le tendenze emergenti e di agire tempestivamente può fare la differenza tra il successo e l’obsolescenza nel mondo del business online.

Esploriamo, dunque, il labirinto dei costi, dei ricavi e delle logiche proattive nell’imprenditoria online, ricordandoci sempre di mantenere uno sguardo attento sulle nostre motivazioni, sui nostri obiettivi e sui valori fondamentali da trasmettere alla nostra clientela.

Solo così potremo navigare con successo tra le acque agitate di questo affascinante e competitivo mondo digitale.

L’attimo fuggente e il futuro dell’impresa

Senza volere fare della filosofia spicciola, possiamo dire che il presente di un’azienda è un attimo fuggente.

Nel presente è bene essere pronti a cogliere le opportunità che si presentano, nel presente si prendono le decisioni sulle strategie da affrontare, ma il futuro è la vita dell’impresa. Il futuro è la capitalizzazione del nostro lavoro presente.

Immagina di essere al timone della tua attività online, pronto a solcare i mari digitali con il tuo prodotto o servizio. Oppure semplicemente con il tuo brand.

Ogni decisione di investimento che fai è come una rotta tracciata sulla mappa del tuo successo. Tuttavia, navigare queste acque può essere un’esperienza incerta, specialmente quando si tratta di prevedere i tempi sul ritorno dagli investimenti. E spiego perché.

Ogni imprenditore conosce piuttosto parzialmente il mondo commerciale e comunicativo che lo attende online, perché si è sempre ben destreggiato sul mercato tradizionale, che coltiva logiche apparentemente uguali a quelle del web, ma sostanzialmente molto diverse.

Quindi, è facile che ci si attenda di ottenere uguali effetti per azioni uguali. Ed invece non è così. Basti soltanto pensare al diverso approccio di un cliente verso i contatti di tipo tradizionale e verso quelli di tipo digitale.

Negli approcci tradizionali telefona o visita i propri fornitori, gli stand fieristici o altro. Negli approcci digitali potrebbe essere in pigiama, prima di spegnere la luce.

Per questo motivo gli investimenti nell’ambiente online hanno necessità di seguire dinamicamente i dati, gli umori e l’emotività della clientela.

Fosse anche quella che ti contatta di giorno oppure la notte. Nei feriali o nei festivi.

Su questo punto, che può sembrare nebuloso, non voglio soffermarmi oltre perché, in questo momento, mi è sufficiente fare comprendere che il web, pur necessario che sia, non è un gioco per dilettanti.

E non è neppure un gioco per sedicenti professionisti, ansiosi di staccare qualche fattura alle imprese che si sono rivolte a loro, fiduciose di ottenere un valido affiancamento.

Chi investe si domanda anche quando potrà contare sul ritorno dai soldi spesi (ROI). Quindi, in tutta onestà, bisogna dire che l’unica risposta che si deve dare è che non esiste una risposta universale a questa domanda.

I tempi per il ROI dipendono da una serie di fattori, tra cui il tipo di investimento, il settore di riferimento, la concorrenza sul mercato, la capacità dell’azienda di eseguire e ottimizzare le proprie strategie e il team che l’affianca in questo processo di elaborazione.

Certo, una previsione sui costi e sui ricavi è possibile. Anzi è necessaria. Ma poi bisogna confrontarla con le attese reali dell’impresa e con le sue capacità di sostenere investimenti nel medio e lungo termine.

Ad esempio, una campagna pubblicitaria pay-per-click potrebbe generare risultati immediati in termini di traffico e di conversioni, ma richiede un costante monitoraggio e aggiustamenti per ottimizzare il rendimento nel tempo.

Al contrario, un investimento nella costruzione di un solido brand potrebbe richiedere mesi o addirittura anni prima di produrre un ROI significativo, ma potrebbe anche garantire una base solida per il successo a lungo termine.

Ciò che è importante comprendere è che gli investimenti online spesso richiedono pazienza e costanza. Entro temporalità realistiche.

La crescita di un brand o di un ecommerce si valorizza apportando correzioni di rotta e resistendo alla tentazione di abbandonare prematuramente una strategia solo perché i risultati non sono immediati. Ciò non accadrà se le previsioni sono state corrette.

Ecco perché tutti gli analisti più trasparenti, in ambiente online, affermano che investire nel mondo digitale può dare risultati nel breve periodo, ma soprattutto è un investimento sul futuro.

A quale percentuale del tuo utile sei disposto a rinunciare?

Entrando un po’ più nel vivo della questione, cerchiamo di avvicinarci alla psicologia di un imprenditore, che sente la necessità o il desiderio di rinforzarsi anche sul mercato online e di cercare nuovi clienti, con cui sul mercato tradizionale non riesce a impattare.

Ne incontriamo diversi ogni giorno e possiamo riassumere il loro approccio ad Internet in tre diverse forme:

  • imprenditori che scelgono l’investimento minore;
  • imprenditori che hanno una errata percezione dei risultati;
  • imprenditori che vogliono assumere consapevolezza.

Nel primo caso è bene chiarire subito che per fare soldi ci vogliono soldi. Non è una novità ed è una regola che anche sul web non cambia. Quindi con un investimento di 10/20.000 euro non si fanno i milioni. Questo miracolo non esiste e chi lo millanta è un irresponsabile.

Ci vogliono capacità economiche anche per affermare un brand in un mare magnum di concorrenti con le spalle forti e con tanta attività online maturata nel tempo.

La favola che basti fare una buona SEO per ottenere risultati prestigiosi non dovrebbe incantare più nessuno. La SEO costa se è architettata da specialisti validi, oppure non funziona. A parità di SEO vince quella che è supportata dal marketing. Di qui non si scappa.

E arriviamo al secondo caso. Ci sono imprenditori che s’illudono sul fatto che basti avviare campagne di marketing per affermare online la propria azienda con uno schiocco di dita.

Il marketing ha bisogno di maturare e di affermarsi, sia agli occhi del pubblico di riferimento, sia agli occhi dei media come Google o i social. Difatti, non è una buona idea gettare immediatamente denaro nel marketing, prima di avere messo a punto preventivamente le strategie di comunicazione e il team che le deve gestire.

Come già si comprende, dunque, è il terzo caso che consente di fissare dei risultati e di raggiungerli con metodo e costanza. Tuttavia è comprensibile che il conto economico abbia bisogno di riflessioni approfondite.

Prendiamo, come esempio, il caso di un’azienda che fattura cinque milioni di euro e, tra costi fissi e costi sul venduto, goda di una marginalità del 8%.

Significa che ante tasse esce con un utile annuo di 400.000 euro. Poi arriva il fisco e ne porta via una buona parte. Ipotizziamo il 40%. Restano 240.000 euro nelle casse dell’impresa.

Quanto del suo tesoretto l’imprenditore è disposto a investire per il suo progetto online? Certamente dipende dai risultati ipotizzabili e dipende, come abbiamo visto, dai tempi di rientro.

Allora, continuando nel nostro esercizio finanziario, diciamo che tra team di affiancamento e costi pubblicitari l’impresa possa conquistare una larga fetta di mercato investendo circa 60.000 euro il primo anno. Si tratta del 25% del suo utile netto, pagate le tasse.

Esiste un interesse concreto a questa operazione? La riposta è sì ad alcune condizioni.

La prima condizione è che il valore dei risultati raggiunti copra, già nel primo anno, l’investimento stesso. E già, qui, parliamo di una velocità di rientro non facilmente riscontrabile sul mercato tradizionale.

Dunque, se questa condizione è concreta, tanto che sia altamente prevedibile, l’impresa può già guardare con ottimismo al suo progetto online.

Ovviamente è una condizione stimolante ma non sufficiente. Difatti, la seconda condizione è che, una volta raggiunta la parità, nel periodo successivo l’evoluzione del mercato sia significativa rispetto al fatturato globale dell’azienda.

Su questo punto ogni imprenditore può valutarne il valore a sua misura. Difatti, potrebbe non trattarsi esclusivamente di nuovo fatturato e di un maggiore parco clienti, ma anche di una strategia difensiva per non apparire insignificanti, se non assenti, nel mondo digitale.

Investire su Google, sui social oppure dove?

Questa è una bella domanda, ma la risposta è molto semplice. Anzi le risposte sono due. La prima è che bisogna valutare attentamente quali strategie sono più indicate per quella specifica azienda. Le strategie possono essere diverse anche per aziende dello stesso settore. E diversi possono essere anche gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

La risposta è che gli investimenti non riguardano solo il marketing e la comunicazione. Ancor prima di studiare, mettere in atto e monitorare le campagne, è necessario avere lavorato sui contenuti da presentare alla clientela. Contenuti che possono essere presenti sul sito, su una landing page, sulle newsletter ed altro.

Un’altra forma di investimento necessaria è quella degli strumenti e delle tecnologie più avanzate che permettono di automatizzare i processi, riducendo i costi e massimizzando i risultati. Una di queste potrebbe essere il CRM o un moderno gestionale.

Difatti c’è da gestire il grande bagaglio dei dati, tipico dell’ambiente web, che consentono una perfetta conoscenza del mercato ed una user experience di grande qualità, tale da ottimizzare qualsiasi tasso di conversione.

Come abbiamo scritto più volte, l’impresa si deve manlevare dal centro dell’attenzione per mettere lì, al suo posto, soltanto il cliente. Sia esso una persona fisica o un’altra azienda.

Vi è poi da generare un contorno di credibilità di cui, molto probabilmente, l’impresa gode già sul mercato tradizionale, mentre su quello online va ancora conquistata.

Insomma, prepararsi al futuro del mercato digitale richiede una combinazione di investimenti in tecnologia, utilizzo efficace dei dati, agilità, adattabilità, attenzione al cliente e sostenibilità.

Si tratta di una sfida da affrontare con coraggio sia pure dovendo rinunciare a una parte dei propri utili, per reinvestirli nel medio e lungo termine.

Si potrà così cogliere per cogliere un’opportunità che potrebbe essere limitata nel tempo. Difatti, quando tutte le aziende saranno inevitabilmente online, la battaglia si farà più ardua e si potrebbe rimpiangere il tempo perduto.


– Per comprendere meglio e saperne di più su come affrontare un percorso proficuo con la tua azienda online, puoi usare adesso il nostro modulo di contattoSolo per te che hai letto questo articolo la consulenza è gratuita –

Leggi tutti gli editoriali di evoluzionecommerce
Leggi le nostre news quotidiane

Questo post è un’esclusiva di evoluzionecommerce, il team che affianca gli imprenditori di tutta Italia nelle vendite online e nella valorizzazione della propria presenza su Internet. Chiedi per maggiori informazioniO inserisci qui sotto una tua opinione su quanto hai appena letto.

"Quanti tuoi clienti comprano online?"

Questa la domanda a cui molte aziende devono dare risposta.

Scopri di più sul "Focus del mese"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *