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Come posso sapere se ho bisogno della GEO (Generative Engine Optimization)?

Sia Google che i nuovi motori di ricerca AI premiano quelle aziende che lavorano sulla propria visibilità mostrando autorevolezza e competenza nei propri settori, aldilà di semplici parole chiave.

Non tutte le aziende hanno la stessa urgenza di occuparsi di GEO. Questo articolo, che approfondisce quanto già raccontato nel precedente articolo del nostro Magazine, intitolato GEO per PMI, aiuta chi legge a capire, con criteri semplici e concreti, se il proprio settore rientra tra quelli in cui vale davvero la pena di investire adesso su questo acronimo. GEO significa Generative Engine Optimization e, in parte, è ancora sconosciuto pur occupando già un posto rilevante per le aziende che puntano sulla propria visibilità online. Vale la pena ribadire il perché un’attività di GEO non può essere più trascurata. La GEO è l’attività gemella della SEO ed è necessaria alle imprese che vogliono essere presentate da Google o dalle piattaforme di intelligenza artificiale, quando un loro potenziale cliente effettua una ricerca online. Ricerche che avvengono non più soltanto attraverso semplici parole chiave, ma con frasi composte o con l’uso di un microfono. Ad esempio quello del cellulare. Entriamo dunque in questo nuovo ma enorme contesto.


È una questione di quante domande si fa il cliente

Partiamo con un esempio concreto. Prova a pensare all’ultima volta che hai comprato qualcosa di importante per la tua azienda. Non una risma di carta per la stampante, qualcosa di più impegnativo: un macchinario, un software gestionale. Oppure prova a pensare a quando hai chiesto un preventivo per ristrutturare un capannone.

Prima di firmare una conferma d’ordine, quante domande ti sei fatto? Quante ricerche hai fatto per capire se stavi facendo la scelta migliore, magari confrontando due o tre fornitori diversi prima di decidere?

Ecco, questo genere di domande sono il primo indicatore concreto per capire se la tua azienda ha bisogno della GEO: più i tuoi clienti cercano informazioni prima di comprare, più ha senso occuparsene.

Difatti, se riesci a intercettare questo loro bisogno e a risolvere i loro dubbi, prima che prendano una decisione, li avrai condotti su una scorciatoia per arrivare a te. Questa è la funzione della GEO: aiutare il cliente a capire, confrontare, farsi consigliare prima di decidere.

Sembra ovvio che, se questa funzione la svolgi tu attraverso il tuo sito, ogni soluzione sarà sempre a tuo favore e non certo a favore di un tuo concorrente.

Per essere ancora più sintetici, possiamo dire che se tu hai molto concorrenti, per te la GEO è assolutamente vitale.

Un’attività di GEO, infatti, vuol dire strutturare il tuo sito o il tuo e-commerce per anticipare ed escludere la concorrenza nella fase decisionale della tua clientela.

• Un esempio che vale anche per un settore “lontano” dal digitale

Pensa a una piccola impresa artigiana che realizza infissi su misura. Nessuno decide di cambiare tutte le finestre di casa propria in cinque minuti, guidato da un’offerta lampo. Chi lo fa, prima si informa su materiali, isolamento termico, tempi di installazione, magari ne parla con il coniuge o con un amico che ha già fatto lo stesso lavoro. Poi confronta due o tre preventivi prima di scegliere.

È lo stesso identico schema di prima (il macchinario aziendale, la ristrutturazione del capannone) applicato a un settore che a prima vista sembrerebbe lontanissimo dal mondo del digitale.

Invece anche il settore degli infissi ne è già pienamente coinvolto, senza che il titolare se ne sia mai reso conto fino in fondo.

Ed è proprio questo il punto: la GEO non è una questione di quanto la tua azienda “sembra” digitale. È una questione di come decide chi ti sceglie.


GEO vuol dire autorevolezza

Non sempre serve commissionare un’analisi di mercato complicata per capire dove ti trovi nel mondo digitale e se puoi fare in modo di migliorare il tuo posizionamento. Bastano poche domande, che puoi farti da solo in pochi minuti, guardando semplicemente come si comporta chi compra da te o come altri decisori aziendali si approcciano a te.

Tuttavia, oltre a ciò che abbiamo fin qui detto, vale la pena chiedersi se il tuo prodotto o servizio richiede fiducia, non solo interesse.

Comprare un paio di calzini richiede interesse, non fiducia. Affidare la contabilità della propria azienda, scegliere un fornitore per la produzione, decidere un investimento importante: qui serve fiducia vera, serve mostrare competenza.

Sulle pagine web non esiste il dialogo face-to-face, quindi la fiducia si può conquistare solo e unicamente con i contenuti.

È per questo motivo che, oggi, sia Google che le piattaforme come ChatGPT, Claude, Gemini ed altre privilegiano quelle aziende che, attraverso i contenuti, conquistano autorevolezza. Anche questa è l’attività che svolge la GEO.

• Quando il settore ti sta già rispondendo da solo

A questo punto vale la pena fare una breve panoramica di alcuni dei settori in cui la GEO è diventata indispensabile.

  • Chi vende arredamento su misura o macchinari industriali ha clienti che confrontano, chiedono preventivi, si informano per settimane prima di aprire il portafoglio.
  • Chi offre servizi professionali, come commercialisti, avvocati, consulenti, vive quasi soltanto di fiducia costruita nel tempo, spesso proprio attraverso i contenuti che pubblica online.
  • Chi vende prodotti alimentari di uso quotidiano, come il caffè o la pasta, ha clienti che scelgono non confrontando soltanto i prezzi, ma la qualità per il proprio benessere.
  • Chi lavora nel settore sanitario (penso a chi vende dispositivi medici o integratori specifici) ha di fronte una ricerca informativa altissima, perché in gioco c’è la salute.
  • Chi vende soluzioni software o gestionali per aziende ha un ciclo di acquisto lungo, che spesso coinvolge più persone in azienda, e una fase di ricerca che oggi passa quasi sempre anche da un assistente AI, non solo da Google.
  • Ma anche chi vende abbigliamento, o calzature, si trova di fronte a clienti che ormai controllano i tessuti, la comodità, ma anche la propria immagine, cioè l’effetto che ne ricavano nell’indossare.

Ecco perché la GEO spazia su diversi fronti. La sua funzione cresce alla velocità della luce, perché è animata da una tecnologia che ormai (anche grazie all’utilizzo dello smartphone) è entrata nelle case di tutti e diventa ogni giorno più potente.


Due aziende, due modi diversi di avvicinarsi alla GEO

Per capire come tutto questo si traduce nella pratica, prendiamo altri due esempi concreti, molto diversi tra loro.

Immagina un piccolo produttore di mobili su misura per uffici. I suoi clienti non decidono in giornata: chiedono preventivi, confrontano materiali, si informano su tempi di consegna e garanzie, spesso ne parlano con un socio prima di firmare un accordo commerciale.

È un settore dove la fase di ricerca informativa pesa moltissimo e dove intercettare anche le domande poste a un’intelligenza artificiale (qualcosa come “quali materiali durano di più per una scrivania da ufficio usata tutti i giorni”) può portare clienti che altrimenti non sarebbero mai arrivati a un contatto diretto.

Qui la GEO è già oggi una priorità concreta, con un ritorno che si vede in tempi relativamente brevi.

Ora immagina, all’opposto, un piccolo negozio online che vende cover per smartphone. Il cliente medio decide in pochi minuti, guidato dal design e dal prezzo, magari scorrendo il telefono mentre aspetta l’autobus.

Qui la fase di ricerca informativa pesa meno, ma non significa che valga zero. Anche in un mercato guidato dal prezzo, sempre più persone chiedono a un assistente AI cose come “qual è la cover più resistente per questo modello?”.

Chi viene citato in quella risposta ottiene un vantaggio competitivo che gli altri, semplicemente, non hanno. La differenza, in questo caso, non è se vale la pena occuparsene, ma quanto presto conviene farlo e con quale intensità rispetto agli altri strumenti di marketing già in uso.

In entrambi i casi la GEO ha un ruolo, ma con un peso diverso nel mix complessivo degli investimenti.

La GEO è un lavoro costante, che avanza con lo stesso principio di gradualità con cui, anni fa, molte aziende hanno costruito la propria SEO.

Un percorso simile a quello raccontato anche nel nostro approfondimento su come aumentare il tasso di conversione di un e-commerce.


Cosa fare, qualunque sia la risposta a cui sei arrivato

A questo punto probabilmente hai già un’idea abbastanza chiara di dove si colloca il tuo settore rispetto all’esigenza di attivare azioni di GEO. Vediamo cosa cambia, in pratica, a seconda della risposta.

• Se il tuo settore ha meno urgenza

Se ti riconosci di più laddove esistono decisioni rapide, poca ricerca informativa, scelta guidata dal prezzo, non significa che la GEO non ti serva. Significa che puoi permetterti di partire con un investimento più leggero: qualche contenuto mirato sulle domande più ricercate, senza la stessa intensità che servirebbe in un settore a lungo ciclo decisionale.

Chi parte adesso, anche con un passo misurato, arriva comunque prima di chi aspetterà che il proprio settore “diventi saturo” anche grazie alle attività GEO messe in atto dai competitor.

Difatti, la concorrenza che si muove oggi si prende un vantaggio che poi sarà più difficile recuperare.

Un settore che oggi decide d’impulso può diventare, tra qualche anno, un settore che si informa a lungo prima di comprare: succede quando aumenta la visibilità degli altri brand, quando i prodotti si complicano un po’ o quando cambia il modo in cui le persone usano gli strumenti digitali per prendere decisioni.

Arrivarci con qualche contenuto già pubblicato, magari all’interno di un Magazine e con un po’ di anticipo, invece che da zero, fa una differenza concreta.

• Se il tuo settore ha già urgenza

Se invece ti riconosci nell’esempio di clienti che confrontano, si informano, chiedono garanzie, il passo successivo non è correre a scrivere contenuti tecnici sulla GEO in stile manuale. È capire come raccontare la tua azienda con continuità (spesso anche attraverso nuove immagini), in modo che chi cerca informazioni, su Google o dentro un assistente AI, trovi risposte chiare, aggiornate, affidabili. Risposte che ti riguardano.

È esattamente il lavoro di cui parliamo nel nostro approfondimento sul content marketing per e-commerce, applicato non solo a un e-commerce, ma a qualsiasi azienda che voglia costruire fiducia nel tempo attraverso un Sistema Editoriale Aziendale.

Abbiamo già espresso questo concetto più nel dettaglio, parlando di come GEO e Sistema Editoriale lavorino insieme, non in due binari separati.

La GEO non è un lavoro che si fa una volta e si dimentica per sempre. Le domande dei tuoi clienti cambiano nel tempo e anche i contenuti che rispondono a quelle domande vanno aggiornati, ampliati, a volte riscritti quasi daccapo.

Chi tratta la GEO come un intervento spot, un articolo pubblicato una tantum su un blog, non ottiene mai risultati molto diversi da chi non ha fatto nulla.

La differenza, quasi sempre, la fa la costanza nel tempo non la singola pubblicazione, pur fatta bene che sia.

• Anche se non sei sicuro, gli indizi ci sono già

Molti imprenditori, arrivati fin qui, rispondono con un “forse”, non con un sì o un no netto. Ed è una risposta più che legittima: capire davvero come si comportano i propri clienti richiede attenzione vera, non un’intuizione buttata lì al volo durante una riunione.

La buona notizia è che gli indizi ci sono quasi sempre, anche quando non li abbiamo mai osservati con la dovuta attenzione. Bastano, per esempio, le domande più frequenti ricevute al telefono o via email negli ultimi mesi. Oppure il tempo medio che intercorre tra il primo contatto e la firma di un contratto: più è lungo, più è probabile che in mezzo ci sia una fase di ricerca che oggi puoi intercettare, invece di lasciarla scorrere via senza controllo.

Anche guardare cosa fanno già alcuni tuoi concorrenti diretti può aiutare parecchio: se iniziano a comparire risposte alle domande tipiche del tuo settore dentro ChatGPT o Perplexity, e la tua azienda semplicemente non c’è, quello è un segnale concreto che vale la pena approfondire.

Non serve avere la certezza assoluta prima di iniziare a occuparsene. Serve iniziare a osservare, con la stessa attenzione con cui, anni fa, molte aziende hanno iniziato a osservare come i propri clienti usavano Google, prima ancora di scoprirsi pronte per la SEO.

È un lavoro che, come abbiamo raccontato anche nel nostro approfondimento sulla differenza tra GEO e SEO, continua a restare complementare, non sostituito, da quello che oggi chiamiamo GEO.

E se dopo aver letto fin qui ti sei ritrovato più volte ad annuire in silenzio, probabilmente hai già la risposta che stavi cercando fin dall’inizio.


Domande frequenti: le FAQ

  • Devo fare un’analisi approfondita del mio settore prima di decidere? Un’analisi è sempre utile, ma non sempre necessaria. Le domande di questo articolo bastano di solito per farsi un’idea onesta e realistica. Un’analisi più approfondita ha senso se il risultato resta incerto o se vuoi impostare fin da subito una strategia più strutturata e a lungo termine.
  • E se il mio settore è un misto, con clienti che comprano d’impulso e altri che si informano molto? Succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto nel B2B con più linee di prodotto sotto lo stesso marchio. In questi casi ha senso concentrare il lavoro GEO solo sulla parte di offerta dove la ricerca informativa conta davvero, non su tutto il catalogo indistintamente.
  • Chi mi conferma se ho valutato bene la mia situazione? Una consulenza gratuita con chi si occupa di queste valutazioni ogni giorno è il modo più veloce per avere un secondo parere onesto, senza nessun impegno da parte tua.
  • Vale la pena rifarsi questa domanda più avanti, anche se oggi la risposta è no? Sì, ha molto senso. Le abitudini dei clienti cambiano, a volte nel giro di un anno o due. Una domanda che oggi risponde “non è la priorità” può cambiare risposta senza che tu debba fare nulla di diverso. Basta che cambi il mercato intorno a te e, come sai, spesso cambia più in fretta di quanto ci si aspetti. In ogni caso è meglio prevenire il cambiamento, invece di subirlo.

Non sei sicuro se il tuo settore rientra tra quelli pronti per la GEO? Richiedi una consulenza gratuita: guardiamo insieme le abitudini reali dei tuoi clienti, senza darti risposte preconfezionate valide per chiunque e per qualunque settore.

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