Non più un imbuto che seleziona la clientela, ma un percorso strategico per convertire più velocemente le visite in ordini o in contatti realmente attivi
Nella “pillola” di ieri abbiamo anticipato alcune peculiarità delle campagne di marketing, che sono necessarie sia per vendere online, sia per portare nuovi clienti in azienda.
In particolare siamo partiti dal descrivere le funzioni del funnel, che deve avviare un rapporto azienda-cliente attraverso le tre fasi della consapevolezza, della considerazione e dell’azione.
Oggi, vediamo come costruire questo funnel e qual è il percorso dentro cui bisogna camminare per raggiungere gli obiettivi pre definiti, come appunto quelli di creare nuove lead (clienti attivi) o di concludere una transazione online.
In primo luogo, dunque, il funnel deve essere elaborato sulla base dei risultati che l’azienda vuole raggiungere. Un funnel di vendita non può essere lo stesso di un funnel creato per la lead generation.
Pertanto, il primo approccio deve essere quello di un confronto tra l’imprenditore e chi lo affianca nello sviluppo del suo progetto online.
Definiti gli obiettivi, è consigliabile creare delle landing page orientate a trascinare la clientela verso una conversione. La landing deve essere chiara, di facile interpretazione e accattivante nei testi e nelle immagini.
La landing è uno strumento molto potente per accompagnare l’utente dallo stato di consapevolezza (vedi “pillola” di ieri) a quello finale dell’azione.
Per questo motivo è fondamentale lo studio delle immagini che la landing deve contenere, ma soprattutto quello dei testi in essa espressi.
Il nostro consiglio è quello di servirsi di un copywriter professionista, capace di stimolare una reazione da parte del cliente finale, diretta allo scopo per cui la landing è stata creata.
Qui ad evoluzionecommerce abbiamo una schiera di copywriter senior, formatisi negli Stati Uniti dove il copy è nato e fiorisce. La vorano ogni giorno nella creazione di landing per i nostri clienti.
Riassumendo queste due prime fasi, possiamo dire che:
A questi due passaggi del funnel se ne deve aggiungere un terzo. Quello delle automazioni.
Per capire meglio di cosa si tratta, immaginiamo una sorta di gimcana, dove le regole sono che i concorrenti che non commettono errori di percorso vanno avanti verso il traguardo, mentre gli altri sono costretti a tornare indietro e ricominciare daccapo.
Nel suo percorso automatico il funnel si comporta proprio così.
Per essere più chiaro, se lo scopo del funnel è quello di creare un rapporto tra azienda e cliente, ogni automazione deve ricondurre quel cliente al risultato finale. Finché questo non avviene, l’automazione lo riprenderà sotto braccio per ricondurlo al traguardo finale.
Di questo aspetto del funnel abbiamo più volte parlato sul Magazine di evoluzionecommerce, sia in riferimento alle strategie di marketing che all’utilizzo del CRM.
Un funnel ideato e automatizzato correttamente sposta di gran lunga i risultati del marketing, da mediocri in straordinariamente soddisfacenti.
Domani la “pillola” di evoluzionecommerce, il team che affianca gli imprenditori nel loro percorso di successo online, prenderà in esame l’utilizzo di Google ADS Pro, sia per creare vendite online, sia per generare nuovi lead.
Confrontati adesso anche tu
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Non perderti la “pillola” di domani. (Fonte evoluzionecommerce)
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