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Cosa si vende di più in Italia online

Nell’articolo trovi le statistiche, categoria per categoria, redatte dal Politecnico di Milano. Nel 2020 il valore delle vendite si attesta intorno ai 30,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 5,5 miliardi.

Naturalmente stiamo parlando di vendite online. È questo il nostro settore ed è anche quello che in questo momento continua a crescere, mentre tutto il resto è down.

La lista dei prodotti che tra poco leggerai, non riguarda solo le vendite al consumo, ma anche quelle nel b2b. Non è soltanto rivolta al retail, ma anche a tutta la fascia produttiva. Anche nel settore dei servizi.

I dati sono ricavati da un recente articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica su un’indagine del Politecnico di Milano, che valuta in 30,6 miliardi di euro i proventi degli ecommerce nel 2020, con un incremento di 5,5 miliardi rispetto al 2019.

Forse non ci eravamo sbagliati quando, fin dal 2017, scrivevo in questo blog che andava presa al volo l’occasione di avviare un proprio mercato online, attraverso lo strumento ecommerce di proprietà. Chi lo ha fatto ci ha guadagnato. Adesso anche con il sistema click & collect.

Tuttavia, non è mai troppo tardi. Almeno per chi ha saputo resistere fino a qui. Gli altri hanno chiuso bottega, mentre le vendite online continuano a crescere in doppia cifra.

Peraltro, i costi per la realizzazione di un negozio online non sono affatto proibitivi (chiedi una consulenza gratuita).

E allora vediamo quali sono le categorie di prodotti che gli italiani comprano di più online.

In relazione al maggior incremento di fatturato, i comparti da podio sono i seguenti:

  • Food & Grocery: + 1,1 miliardi
  • Elettronica: + 1 miliardo
  • Abbigliamento: + 700 milioni

Tuttavia, possiamo stilare una ulteriore classifica, non più limitatamente all’incremento di fatturato, ma in modo più esteso al fatturato complessivo prodotto.

Quindi, la nuova classifica diventa:

  • Elettronica: 6,2 miliardi (+20%)
  • Abbigliamento: 3,9 miliardi (+22%)
  • Editoria: 1,2 miliardi (+18%)

Ed ecco infine un’ulteriore classifica che tiene conto, invece, della maggiore percentuale di vendite rispetto all’anno precedente:

  • Food & Grocery: +70%
  • Home living: +32%
  • Beauty: +28%

Fuori da queste classifiche vi è invece l’incremento generale (+37%) di altre categorie di prodotti, quali Farmaceutici, Sport, Giochi, Ricambistica, Giardinaggio, Casalinghi, Estetica, Prodotti per Animali, Bigiotteria.

Entrando più nel merito dell’analisi, il settore relativo al Food & Grocery ha registrato delle impennate di grande rilievo rispettivamente nella specifica categoria dei Vini, Olii, Panetteria, Formaggi, Carni, Pasta Fresca e Prodotti Tipici. In graduatoria.

Come ho scritto poco fa, anche il settore dei servizi ha fatto registrare forti balzi in avanti, nonostante una importante flessione si sia verificata nei trasporti e nel turismo.

In particolare i servizi venduti online nel 2020 hanno un valore complessivo di 5,6 miliardi. Fra tutti spiccano le Assicurazioni, le Consulenze Aziendali, i Servizi per il Web, i Servizi Finanziari, i Corsi, le Pulizie.

C’è infine un altro aspetto che va rimarcato. Una sorta di novità nel mondo delle vendite online. Parlo dell’esplosione di ecommerce appartenenti a categorie che, fino all’anno scorso, non erano presenti online. Almeno non in quantità significative.

Sto parlando di settori come l’Edilizia, la produzione industriale di Stampi, Acciai, Meccanica in genere, Minuteria varia e tutto quanto può essere contemplato nella lavorazione-conto-terzi.

Sono ecommerce che stanno avendo molto successo nelle transazioni tra azienda e azienda e che, in parte, si stanno sostituendo alla generazione dei vecchi venditori tradizionali, ormai in età vicino alla pensione.

Un’altra novità dell’ultima ora sono i ristoranti che si sono attrezzati per vendere i propri manicaretti online e consegnare a domicilio all’ora di cena (chiedi una consulenza gratuita).                           

Ecco, alla luce di quanto rilevato dalle statistiche ufficiali e dall’osservazione di quanto sta accadendo online, è facile comprendere che, in un momento storico come quello che stiamo purtroppo vivendo, il commercio elettronico ha avvantaggiato chi è stato previdente.

Grazie a questo strumento molte attività si sono salvate dal fallimento ed altre potranno ancora salvarsi. Altre, invece, il tempo per correre ai ripari l’hanno avuto, ma non l’hanno saputo sfruttare. Hanno chiuso.

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