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Canale YouTube: un motore di ricerca più e meglio di Google

Oltre 43 milioni di italiani utilizzano il contenitore-video per le proprie ricerche. Più di 30.000 visualizzazioni al mese con meno di 10 euro al giorno. Migliori performance dalla SEO

Che Internet sia in continua evoluzione lo abbiamo più volte detto e testimoniato negli articoli di questo Magazine. È una trasformazione che consente alle aziende di disporre di strumenti sempre più numerosi e affinati per avere successo online.

Tuttavia il cambiamento impone un continuo aggiornamento per ottenere i risultati migliori, anche rispetto alla concorrenza. Non facendolo, il rischio è quello di fare sprofondare in un buio assoluto ciò che di buono è stato fin qui ottenuto. Oppure quello di non vedere mai fiorire i propri fatturati online.

Per questo, nell’articolo che segue affrontiamo il tema delle nuove funzionalità di YouTube, inteso come canale di marketing a basso costo e come motore di ricerca. Il secondo per importanza dopo Google. Partiamo dai numeri che seguono.

dai social a Google: due miliardi di utenti

Percorrendo molto brevemente la storia di YouTube, il canale video nasce il 14 febbraio 2005 a San Mateo, in California.

Nei suoi primi passi si presenta come un social media nel quale i privati inseriscono le loro storie, filmandosi con la piccola telecamera applicata al proprio computer.

Ognuno dice la sua, ognuno si mostra come se fosse in televisione e fioriscono anche i primi sexy video, di cui ora è strapieno il web.

L’idea dei suoi fondatori, Chad Hurley e Steve Chen, è stata immediatamente fagocitata da Google che solo un anno più tardi, il 10 ottobre del 2006, l’ha acquisita per 1,65 miliardi di dollari allo scopo di contrastare il concorrente di sempre, vale a dire Facebook: un social media animato contro un social media statico.

Una bella sommetta per chi l’ha inventato.

Oggi YouTube conta circa 2 miliardi di utenti al mese, circa 1 miliardo di contatti al giorno e circa 500 ore giornaliere di nuovi video pubblicati.

Questi numeri mostrano quanto sia grande e variegato il mondo di YouTube e, di conseguenza, quanto possa essere utile ma anche complesso utilizzarlo pro-domo-propria, cioè come ausilio al business di un’azienda.

In Italia, gli utilizzatori di YouTube sono circa 43,2 milioni (Data Reportal 2022) così suddivisi:

  • 53% uomini
  • 47% donne
  • 39% over 45
  • 42% da 24 a 44 anni
  • 19% da 16 a 24 anni

un potente motore per farsi trovare

Dai numeri che abbiamo appena esposto si comprende come YouTube sia un immenso contenitore di informazioni e notizie che, in relazione alle espressioni di interesse degli utenti nel loro complesso, spaziano sui seguenti campi principali:

  • 58% musica
  • 27% cucina e ricette
  • 22% sport
  • 21% tutorial e fai-da-te
  • 18% tecnologia, elettronica e gadget
  • 17% show televisivi
  • 16% notizie
  • 15% scienza e didattica
  • 13% umorismo
  • 13% attività fisica e salute
  • 13% auto e veicoli
  • 13% beauty

Va da sé che, per muoversi agilmente nell’immensità dell’universo di YouTube, è necessario avviare specifiche ricerche, esattamente come avviene su Google. Richieste alle quali YouTube risponde inviando filmati e immagini attinenti.

Diversamente, per accedere a contenuti-video di interesse, sarebbe come scovare un ago nel pagliaio.

Ecco, dunque, che YouTube si presenta come un vero e proprio motore di ricerca che le aziende possono “istruire” per proporre a una clientela profilata le proprie video-comunicazioni. Ponendo la massima attenzione sulla necessità che si tratti di persone, che siano realmente interessate ad una comunicazione specifica su ciò che gli si vorrebbe vendere tramite il proprio e-commerce.

Difatti, anche per YouTube vale la medesima regola che abbiamo più volte evidenziato per il marketing su Google: prima di realizzare un video riguardante un prodotto o un servizio da vendere online è assolutamente necessario procedere con una analisi di chi sono i potenziali acquirenti e di quali contenuti sono assetati.

La quantità degli utenti giornalieri che usano YouTube per le loro ricerche, la vastità delle interrogazioni quotidiane, unite alla capacità delle aziende di mettere in atto strategie di marketing di successo, fanno di YouTube un canale di grande valore per aumentare la visibilità imprenditoriale sul web.

i tre elementi per non farsi bocciare

Da quel lontano 2006, quando Google divenne proprietario di YouTube, le ricerche su questo tipo di canale si sono sempre più affinate, al punto di integrarsi con la medesima filosofia con cui vengono mostrati i risultati sulle SERP (pagine dei risultati) di Google stesso.

Parole chiave e contenuti sono gli elementi essenziali con cui YouTube mostra all’utente i video che ritiene essere più congrui ad una query (domanda) con cui viene avviata una ricerca.

In particolare, la classificazione con cui YouTube privilegia un video piuttosto che un altro avviene seguendo questo schema:

  • pertinenza
  • coinvolgimento
  • qualità

La pertinenza è la correlazione stretta tra quanto viene pubblicato dall’azienda e la richiesta presentata dall’utente.

Facciamo un esempio davvero banale. Sono un gioielliere e mostro un video di come ho creato il mio cavallo di battaglia, una spilla che ho chiamato “amore”, ritenendo che un nome così popolare possa conquistare un pubblico vasto.

Per questo motivo ho collegato il video alla parola-chiave “amore”, che Google mi dice avere un volume di ricerche altissimo.

Credo di avere fatto bingo e, invece, mi accorgo che chi si collega al video sono persone che cercano una escort per il weekend, oppure un sito di incontri.

A fronte di un disallineamento così ampio tra query e risposta, YouTube si guarderà bene dal fare apparire il mio video alla richiesta “amore”. Non trova la pertinenza. Bocciato!

Il coinvolgimento è, nell’ordine, il secondo fattore per il quale YouTube possa premiare il mio video. Difatti, una volta accertata la pertinenza, YouTube ha interesse di premiare ciò che produce più traffico.

Tornando all’esempio di prima, se la chiave di ricerca non è “amore”, ma “spilla in oro e zaffiri per una notte d’amore” e nessuno esprime una query di questo tipo, ancora una volta YouTube non farà apparire volentieri il mio video. Ancora bocciato!

Accadrà esattamente il contrario, invece, se quella frase a coda lunga è tra quelle più utilizzate per un regalo tra innamorati.

Messo a posto anche questo secondo elemento, YouTube guarda la qualità del video che viene prodotto.

Innanzi tutto è bene considerare che l’85% delle consultazioni su YouTube avviene mediante smartphone. Dunque, il video deve essere ottimizzato per questo tipo di strumento. Si usa dire: mobile friendly.

Inoltre, soprattutto se si tratta di un video aziendale, viene premiata la qualità di ciò che viene proposto online, vale a dire la professionalità del set comprendente le luci, l’audio, il montaggio, l’abbigliamento, l’inserimento di slide, i sottotitoli e molto altro.

Per questo motivo, per la complessità e i conseguenti costi di una realizzazione professionale, è bene che i video aziendali siano possibilmente evergreen, per evitare la necessità di continui aggiornamenti nel tempo (ma l’approfondimento sulla realizzazione dei video ci porterebbe fuori tema, quindi continuiamo a concentrarci su come sfruttare YouTube come motore di ricerca).

un marketing a basso costo

Innanzi tutto è bene anticipare che su YouTube le attività di SEO assumono una importanza ancor più rilevante che non per la crescita organica su Google. Evito di entrare in dettagli che, certamente, riguardano più i professionisti del marketing online che non il nostro Magazine.

Tuttavia è importante sapere che la crescita organica di YouTube è più rapida e reattiva che non per quanto riguarda la scalata alle SERP di Google.

Brevemente possiamo dire che:

  • È determinante la parola-chiave principale sul titolo del video
  • È necessario che i testi rispecchino le caratteristiche di una scrittura di carattere copy
  • L’uso dei tag amplia il campo di risposta a ricerche specifiche (maggiore capacità di intercettare una domanda)
  • È essenziale l’interazione con testi e immagini pubblicate

Ma c’è qualcosa che è ancora più rilevante da tenere presente, perché una delle peculiarità di YouTube è quella dei costi del marketing, che sono piuttosto contenuti. Almeno allo stato attuale. Si possono contrattualizzare 1.000 visualizzazioni con un impegno modesto, che può variare dai 6 ai 9 euro complessivi.

Sostanzialmente con meno di 10 euro al giorno si ottengono più di 30.000 visualizzazioni al mese.

Un gran bel risultato se si tratta di contatti provenienti da persone realmente interessate ai prodotti che si vogliono vendere. Ecco perché YouTube va considerato come un secondo potentissimo motore di ricerca e non come semplice canale ludico o informativo.

Peraltro, i video di YouTube possono essere inseriti nelle pagine web degli e-commerce, nelle schede-prodotto e nella landing page degli annunci elaborati anche per Google Ads.

Come abbiamo già detto, il pubblico è molto vasto. In Italia ci sono oltre 43 milioni di persone che utilizzano YouTube per motivi diversi, tra cui anche per ricevere maggiori informazioni su prodotti o servizi da acquistare online.

In questo contesto, i loro comportamenti possono essere così identificati:

  • 30% cerca contenuti esclusivi
  • 23% cerca qualcosa di nuovo da imparare
  • 20% cerca informazioni
  • 9 % cerca istruzioni
  • 4% offerte dai brand

Sulla base di questi dati, che ci sono forniti da Google, ogni azienda potrà impostare la propria strategia di video-comunicazione che ritiene più adatta per vendere online.

Potrà essere unica (contenuti esclusivi). Potrà organizzare dei tutorial (qualcosa da imparare). Potrà tenere aggiornati i clienti con proprie news (ricerca delle informazioni). Potrà mostrare tecniche di utilizzo (istruzioni). Potrà decantare sconti occasionali (offerte).

Una strategia diversa e appropriata per ogni prodotto o azienda.

Ancora una volta resta evidente che man mano che il web si evolve, e con lui si affinano le azioni di marketing necessarie per vendere, sempre meno è ipotizzabile il fai-da-te e sempre più è necessario un affiancamento professionale che giustifichi gli investimenti con una conversione di visite in ordini reali.

Per ulteriori informazioni su quanto esposto o su altre problematiche relative agli e-commerce contatta la nostra redazione. Ti risponderemo nell'arco di poche ore.

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